The day after Wikileaks

Gli Stati Uniti si preparano a correre ai ripari e riprendere il controllo della massa di informazioni "che per l'universo si squaderna". Rivedranno le procedure per la gestione dei documenti riservati. La Francia ha definito "atto irresponsabile" la divulgazione fatta dal sito Wikileaks. Silvio Berlusconi "Non frequento festini selvaggi, quelle notizie arrivano da funzionari di terzo grado. Mi chiedo chi paghi le ragazze che parlano di me". Leggi Wikileaks: così fan tutti (gli stati) da 2+2 - Leggi La trasparenza della politica è un’utopia regressiva ad altissimo costo
8 AGO 20
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Sul sito sono pubblicati, tra gli altri, due documenti provenienti dall'ambasciata americana a Roma. Sono entrambi del 2010, uno del 22 gennaio e l'altro del 12 febbraio. Il primo contiene il resoconto delle indagini effettuate da una delegazione del Congresso a Roma con il ministero degli esteri e con l'Eni per valutare ''le intenzioni dell'Italia riguardo alle sanzioni contro l'Iran e alle prospettive per una azione multilaterale efficace per rallentare il programma nucleare iraniano'', oltre che conversazioni con esponenti del Pd all'opposizione (Piero Fassino) su ''Iran, ruolo dell'Italia in Afghanistan, il processo di pace in Medio Oriente, Iraq, e questioni di non proliferazione''. Il secondo dossie riporta alcune fasi dell'incontro fra il ministro Franco Frattini e il segretario della Difesa, Robert Gates avvenuto l'8 febbraio. Questi, oltre a ringraziare il titolare della Farnesina per l'impegno italiano a inviare più truppe in Afghanistan, chiede se altri carabinieri ancora potrebbero partecipare all'addestramento delle nuove forze.
Nel pomeriggio il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo la diffusione delle imbarazzanti etichette, apposte dagli Stati Uniti ad alcuni premier, tra cui Nicolas Sarcozy, Angela Merkel, Gheddafy e altri, ha detto: "Non frequento festini selvaggi, quelle notizie arrivano da funzionari di terzo grado. Mi chiedo chi paghi le ragazze che parlano di me". La Francia ha definito "atto irresponsabile" la divulgazione fatta dal sito Wikileaks. Il portavoce del presidente Hamid Karzai ha dichiarato che le relazioni "strategiche" tra Usa e Afghanistan non verranno intaccate dalle rivelazioni di Wikileaks, dopo aver appreso che diplomatici amercani vedrebbero Karzai come un leader "estremamente debole" e un po' incline alla cospirazione.
Leader politici, Onu, armi e programmi nucleari, terrorismo: i messaggi diplomatici americani pubblicati da Wikileaks non risparmiano quasi niente e nessuno: Abdullah, il re saudita esortò più di una volta gli Stati Uniti ad attaccare l'Iran per bloccare il programma nucleare di Teheran. L'incaricato d'affari dell'ambasciata Usa a Roma, Elizabeth Dibble, giudicava Silvio Berlusconi un leader "inefficace" che spreca le sue energie alle feste. Il diplomatico americano definisce il premier "incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo". I diplomatici Usa trasformati in spie per carpire segreti e intenzioni del segretario generale Ban Ki-Moon. Il segretario di Stato americano in una nota del 31 luglio 2009 chiese di mettere sotto osservazione i diplomatici stranieri all'Onu e i vertici del Palazzo di vetro. Emerge un piano americano per spingere i sauditi a offrire una costante fornitura di petrolio a Pechino, in modo da liberare la Cina dalla dipendenza energetica dall'Iran; e i sauditi avrebbero concordato e insistito con Pechino perché non si opponesse alle sanzioni contro Teheran. Gli Stati Uniti mettono in evidenza che il primo ministro turco costituisce una minaccia islamica perché sarebbe in particolare sotto l'influenza del suo ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu. L'Eritrea è accusata di sostenere le milizie islamiche in Somalia. L'ambasciatore Usa, Ronald McMullen, scrisse a Washington che i funzionari dell'Asmara "sono ignari o mentono" quando negano di sostenere gli Shabab, il gruppo islamista legato ad Al Qaeda e in lotta contro il governo di transizione somalo. Il leader libico Gheddafi è visto "raramente" senza la compagnia della "sua infermiera ucraina", descritta come una "bionda voluttuosa". Secondo l'ambasciatore Usa a Tripoli il colonnello "usa il botulino ed è un vero ipocondriaco che fa firmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori".
Queste ed altre rivelazioni compaiono da ieri sera sui siti internet e sulle prime pagine delle principali testate mondiali. "Le rivelazioni di Wikileaks sono un gioco per destabilizzare il mondo"– ha detto a Sky Tg24 il ministro degli Esteri Franco Frattini – Se noi ci lasciassimo andare a commentare questi giudizi che non sono certo la complessiva valutazione americana, ma solo di alcuni ambasciatori, noi cadremmo nella trappola di cui vuole che la diplomazia nel mondo collassi". L'Onu ha risposto alla rivelazione, forse la più scottante del materiale divulgato da Wikileaks, secondo cui la diplomazia Usa è stata incaricata di spiare la leadership delle Nazioni Unite, con una dichiarazione inviata al Guardian. Il portavoce Farhan Haq ha ricordato agli Stati Uniti che le Nazioni Unite dovrebbero essere considerate inviolabili. "L'Onu non è in grado di commentare l'autenticità del documento", si legge nella nota. E poi: "L'Onu è per sua stessa natura un'organizzazione trasparente che mette a disposizione del pubblico e degli Stati membri una grande quantita' di informazioni. I funzionari delle Nazioni Unite incontrano regolarmente rappresentanti degli Stati membri per informarli sulle attività delle Nazioni Unite". E infine: "La Carta delle Nazione Unite, l'Headquarters Agreement e la Convenzione del 1946 contengono disposizioni in materia di privilegi e immunità dell'Organizzazione: l'Onu si fonda sul rispetto da parte degli Stati membri di questi impegni". @font-face { font-family: "Times New Roman";}p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal { margin: 0cm 0cm 0.0001pt; font-size: 12pt; font-family: "Times New Roman"; }table.MsoNormalTable { font-size: 10pt; font-family: "Times New Roman"; }div.Section1 { page: Section1; }L'Australia ha assicurato agli Usa che sosterrà qualsiasi azione legale contro Wikileaks e che L'Australia non offrirà rifugio al suo cittadino Julian Assang.